Un giorno io ho perso una parola

sono venuta qui per dirvelo e non perché voi abbiate risposta

Non amo i dialoghi o le domande: mi sono accorta che cantavo in una orchestra che non aveva voci

Ho meditato a lungo sul silenzio, al silenzio non c’è risposta.

Alda Merini


mercoledì 14 maggio 2008

Elogio alla tristezza


La morte non è niente.

Sono soltanto nascosto nella stanza accanto

Io sono sempre io, e tu sei sempre tu

Ciò che eravamo prima uno per l’altro, lo siamo ancora

Chiamami col mio vecchio nome, che ti è familiare

Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato

Non cambiare il tono di voce,

Non assumere un’aria forzata di solennità o di tristezza

Ridi come facevi sempre

Ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Gioca, ridi, pensami e prega per me

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima

pronunciato senza enfasi, senza traccia di tristezza.

La mia vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto.

È la stessa di prima

C’è una continuità che non si spezza.

Perchè dovrei essere fuori dalla tua mente?

solo perchè sono fuori dalla tua vista?

Ti sto aspettando, solo per un attimo,

in un posto qui vicino,

proprio dietro l’angolo.

Va tutto bene.


Henry Scott Holland, 1847-1918

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